Come addestrare il proprio cane alla ricerca del tartufo

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Molti pensano che i cani di razza diano maggior risultati nell’addestramento a trovare il tartufo ma, posso assicurarvi che tanti meticci imparano bene e con un adeguato addestramento possono dare molte soddisfazioni all’addestratore e/o al padrone. Personalmente preferisco cani di piccola, media taglia per molti motivi: trasportarli sul campo di “battaglia” è più agevole, si muovono facilmente nei boschi. Naturalmente i cani di taglia grande apprendono alle stessa maniera di quelli piccoli, semplicemente è una questione di preferenze. Quando il cucciolo è nella fase di addestramento ci vuole tanto amore, pazienza e costanza nell’insegnargli le cose che poi dovrà mettere in pratica nel bosco. Se a volte siamo stanchi o abbiamo qualche problema di vita quotidiana che ci assilla è bene sospendere l’addestramento poiché il cane lo intuisce e ne risente. Quando lo alleniamo per noi e per il cane deve essere un momento di relax e di tranquillità, quasi un gioco. Vedrete che il cane imparerà molto presto e soprattutto, avvertendo la nostra serenità, si divertirà anch’esso e darà il massimo. In pratica l’addestramento inizia da quando il cucciolo nasce, si può in questa fase, fargli sentire l’odore del tartufo che memorizzerà e in seguito cercherà istintivamente incitato dal padrone. Dopo lo svezzamento e fatti i primi vaccini si prosegue con la scuola: si nasconde il tartufo e lo si stimola a cercarlo. Si può nascondere il tartufo in mezzo all’erba, lo si può mettere sotto terra e così facendo il cucciolo lo dovrà trovare affidandosi solo al suo olfatto. Ogni volta che il cane ritrova deve essere premiato col cibo che lui predilige: pezzettini di carne, di formaggio o semplicemente con crocchette che si trovano in commercio e con lodi e carezze. Se il cucciolo va alla ricerca dei tartufi insieme alla madre (se si ha l’opportunità), la osserverà all’opera e la imiterà. Farà così passi da gigante nell’imparare. I cuccioli che avranno un scuola costante e ripetitiva saranno pronti per trovare i loro primi tartufi a cura di Giuseppe Carletti, micologo www.olidus.com e Ada Maria Incolla’, micologa in formazione già all’età di sette otto mesi. Ricordiamoci di non forzare mai l’apprendimento nella fase di addestramento (per loro è un gioco) e se vediamo che il cucciolo per vari motivi “non è in giornata” non facciamone un dramma ma assecondiamo la bestiola nei suoi bisogni momentanei. Non diamo per scontato che il cane, completato l’addestramento, non abbia più nulla da imparare ma, seguendolo costantemente, osservandolo e dandogli gli stimoli appropriati il cane migliorerà. E’ opportuno, quindi, ripetere un breve ciclo di addestramento una volta all’anno. Non tutti i cani imparano a riportare ma indicano e scavano nel punto dove cresce il tartufo. Un cane che avevo addestrato non riportava e ha imparato a farlo all’età di cinque anni proprio perché lo addestravo ogni anno. Riassumendo l’addestramento inizia dopo la nascita, il cane deve essere premiato per i suoi successi, non necessariamente deve essere un cane di razza soprattutto non puntate solo al cane etichettato “da tartufi”, evitate di addestrarli nelle giornate in cui non siete sereni, l’addestramento non finisce mai, date tanto affetto al vostro cane. Potrete scrivermi, per avere o dare consigli in merito, al seguente indirizzo: E mail cagi.8@tiscali.it

Giuseppe Carletti, micologo e Ada Maria Incolla’, micologa in formazione

fonte: http://www.olidus.com/

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