La comunicazione del cane

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comunicazione col caneAlla base di qualsiasi relazione c’è la comunicazione, la capacità che ha un individuo (mittente) di trasmettere un’informazione (messaggio) ad un altro (destinatario/ricevente).

Nell’uomo, a differenza che in tutte le altre specie (eccezion fatta solo per gli uccelli), la particolare storia evolutiva ha fatto sì che si sviluppassero essenzialmente due “vie di comunicazione”:

  1. Comunicazione acustica/vocale (legata alla peculiare conformazione dell’apparato vocale);
  2. Comunicazione visiva (correlata alla statura eretta).

La comunicazione posturale, tattile ed olfattiva (soprattutto quest’ultima), hanno perso importanza nella nostra specie, tanto che la maggior parte delle persone ha difficoltà a “leggere” e decifrare l’immancabile comunicazione non verbale (fatta ad es. di posture, atteggiamenti, espressioni), che, più o meno consapevolmente, accompagna i nostri discorsi.

Nel cane (così come nel gatto), le principali vie di comunicazioni sono:

  1. Comunicazione olfattiva (a noi completamente preclusa);
  2. Comunicazione visiva/para-vocale;

La comunicazione acustica/vocale è il fanalino di coda, rivestendo un ruolo solo marginale.

Ricapitolando:

  • L’uomo basa la sua comunicazione sulla voce, ma il cane non può parlare;
  • Il cane basa la sua comunicazione sugli odori, ma l’uomo non ha un olfatto abbastanza fine da poterli percepire e comprendere…
  • Quindi fraintendimenti tra le due specie sono frequenti.

Come ovviare a ciò?

Sfruttando al massimo l’unica via comunicativa condivisa da entrambe: quella visiva/para-vocale!

Impariamo allora a “leggere” il nostro amico, o meglio a cercare di capire cosa vorrebbe comunicarci.

La postura: ovvero cosa dice il corpo.

E’ risaputo che i principali indicatori dell’umore e dello stato emotivo di un cane siano: la coda, le orecchie, l’eventuale messa in mostra dei denti.

In realtà non ci si può limitare all’osservazione di una singola parte anatomica per riuscire a capire lo stato d’animo e le intenzioni di un animale, ma bisogna osservare il corpo nel suo complesso, valutando anche la rigidità della muscolatura, la scioltezza e l’ampiezza dei movimenti… insomma, il cane nel suo insieme.

La comunicazione posturale è molto sviluppata nel nostro beniamino, ma noi, purtroppo, abbiano perso la capacità di comprendere ed interpretare correttamente i segnali emessi dal corpo.

Quella che segue è un’estrema semplificazione delle principali posture assunte dal cane, ma va tenuto presente che un comportamento va valutato sempre in base al contesto e che, lo si ripete, la seguente è una semplificazione!

 

La mimica: ovvero le espressioni del muso.

Uno studio condotto dalla Dott.ssa Tina Bloom e pubblicato sul “Journal Behavioural Process”, ha constatato come sia possibile riconoscere le emozioni dei cani osservandone la mimica facciale. Per il progetto sono state presentate a 50 volontari delle foto di Mal, un pastore belga di cinque anni. Le immagini rappresentavano il cane in: condizione neutra, felice, sorpreso, triste, disgustato, impaurito, arrabbiato.

comunicazionesocialecane

 

sentimenticaneSicuramente la razza scelta (come tutte quelle in cui le orecchie sono dritte ed il muso ha focature che rendono più evidenti specifiche zone, es. sopracciglia), è molto espressiva e facilita la giusta interpretazione delle espressioni; in altre razze, soprattutto quelle bracichefaliche, in cui il muso è schiacciato (Bulldog, Boxer, Mastini … etc), cogliere la mimica facciale è più difficile.

La prossemica: ovvero l’arte di porsi rispetto agli altri.

Ogni individuo ha degli spazi (definiti bolle o zone), più o meno ampi, all’interno dei quali permette o no la presenza di altri:

  1. Zona pubblica: molto ampia, è quella in cui è ammessa e tollerata la presenza di estranei;
  2. Zona sociale: è quella in cui è ammessa e tollerata solo la presenza di conoscenti;
  3. Zona individuale (o personale): è quella in cui è ammessa e tollerata solo la presenza degli amici;
  4. Zona intima: molto, molto ristretta e vicina all’individuo, è quella in cui sono ammessi solo gli amici più intimi ed i familiari.

 

zonasocialeLogicamente, l’ampiezza delle singole zone dipende dal carattere del soggetto… i timidi e gli insicuri tenderanno ad avere delle bolle più grandi.

Non rispettare le zone di prossemica di un animale, domestico o selvatico che sia, può portare ad aggressioni da parte di esso, quindi è importantissimo imparare a conoscere e rispettare le bolle del nostro cane.

La comunicazione vocale:

Abbaio: è una prerogativa del cane domestico, il lupo ed i canidi selvatici NON abbaiano! A seconda della frequenza, dell’intensità, del timbro e del tono, assume significati diversi.         La predisposizione a vocalizzare è influenzata dalla razza: alcune sono state selezionate nel corso dei secoli per abbaiare più rispetto ad altre (ad es. i Segugi od i Beagle, cacciando in mute, usano gli abbai per comunicare tra di loro e per informare il cacciatore umano della posizione loro e della preda; i pastori maremmani, essendo guardiani solitari degli armenti, non hanno una grande attitudine all’abbaio).

Ululato: nel lupo serve per chiamare a raccolta il branco e per rafforzare la coesione tra i membri. Nel cane ha un forte valore sociale, spesso viene emesso da individui che si sentono soli o che sono stati separati dal gruppo. E’ un segnale molto stimolante, di solito i soggetti che sentono un loro simile ululare, rispondono a loro volta (in città molti cani ululano al passare delle sirene dei mezzi di soccorso, od al rintocco delle campane, perché questi suoni hanno una frequenza paragonabile a quella di un ululato).

Uggiolii-piagnucolii: sono tipici dei cuccioli, indicano una richiesta, una necessità (ho fame, mi annoio, vorrei attenzioni… etc).

Ringhio: è un segnale ritualizzato, una minaccia che significa: “Stai alla larga, lasciami stare”.

Attenzione: 

Molti proprietari, se il loro cane ringhia, lo sgridano o lo puniscono, ma questo è un grave errore! Il ringhio ha un valore comunicativo importantissimo, con cui il cane avvisa, correttamente, cioè senza mordere, che una situazione od un comportamento lo sta infastidendo o gli sta creando un disagio. Un padrone accorto deve rispettare quello che il suo compagno gli sta cercando di dire, allontanando, ove possibile, la causa scatenante il malessere. Punire il ringhio potrebbe indurre il cane a ricorrere ad un mezzo comunicativo più drastico, ma di certo più efficace: il morso!    

Importante:                                                                                                                                                                
L’asportazione chirurgica delle corde vocali (c.d. cordectomia), per evitare che il cane, abbaiando, disturbi, è una pratica brutale, assolutamente vietata in Italia!!!

La comunicazione olfattiva: un mondo perduto.

I nostri animali domestici ed in particolare il cane, vivono in un mondo di odori, a noi completamente precluso.

Come anticipato sopra, la comunicazione olfattiva riveste un ruolo di primaria importanza per il beniamino di casa, perché tramite essa vengono inviati messaggi complessi e duraturi nel tempo.

Si potrebbe quasi paragonare la “marcatura olfattiva” alla nostra comunicazione scritta; un odore ha due caratteristiche distintive, che lo rendono unico rispetto a qualsiasi altro mezzo di comunicazione:

  1. E’ duraturo (a differenza di un suono);
  2. Può essere “letto ed interpretato” dal destinatario anche a distanza di tempo.

Come avviene per il gatto, il cane utilizza gli odori ed in paticolar modo i feromoni prodotti da ghiandole localizzate in punti strategici del suo corpo (polpastrelli, zona peri-anale, mammelle… etc), per “marcare” oggetti, luoghi ed anche esseri viventi.

Con gli odori il cane:

  1. Delimita il suo territorio, informando gli altri della sua presenza e del suo passaggio;

canepiscia

  1. Si presenta agli altri (come il nostro stringerci la mano) e li conosce (siano cani o no);

 

 conoscenzacani

  1. Identifica i membri del gruppo familiare e riconosce gli amici ed i conoscenti;

cucciolicane

 

  1. Informa i propri simili di particolari stati fisiologici (es. il calore, la gravidanza… etc);
  2. Favorisce il legame di attaccamento tra la mamma ed i cuccioli (alla nascita, quando sono ciechi e sordi, i cagnolini riconoscono la figura materna dall’odore e la mamma produce dei feromoni “di attaccamento”, che tranquillizzano e rassicurano i neonati).

Con il naso il cane esplora il mondo che lo circonda, conosce gli altri, comunica con loro.

Quando annusa, acquisisce informazioni che gli permettono di farsi un’idea precisa del contesto e della situazione che sta vivendo… per questo, in passeggiata, bisognerebbe lasciargli sempre il tempo di fiutare con calma, senza strattonarlo se indugia più a lungo su un particolare odore e senza scandalizzarsi se, magari, il particolare odore corrisponde ad una marcatura urinaria.

Annusare e leccare le urine è un gesto che la maggior parte dei padroni antropomorfizza (ovvero interpreta secondo il modo di pensare dell’uomo), attribuendogli una valenza negativa di sporcizia e scarsa igiene.                                                                                                                                        Per il cane le urine di un simile sono invece un’importante fonte di odori e feromoni, che gli permettono di capire chi è passato da lì prima di lui (maschio o femmina, giovane, anziano o cucciolo, conosciuto od estraneo… etc) e di conoscere ciò che lo circonda. E’ il suo modo di essere aggiornato e rimanere al corrente sulle novità che avvengono nel suo ambiente, al pari del nostro fermarci a chiacchierare con vicini e conoscenti quando usciamo a passeggiare per il quartiere.

E’ assolutamente indispensabile lasciare al nostro cane il tempo e la libertà di annusare!

Dott.ssa F. Rota

fonte: veterinariovalentini.altervista.org

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