Linee Da Expo, Linee Da Lavoro: Quando Una Razza Ha Due Facce…Anzi Tre

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cane premiatoIn cinofolia si sente spesso parlare di “linee di sangue”. Ora, che cos’é una linea di sangue?!  Una linea di sangue é, in un certo senso, una discendenza; una discendenza frutto di incroci selezionati, mirati ad ottenere determinate caratteristiche, che possono essere fisiche o attitudinali.

Un Labrador “da lavoro”…
Un Labrador “da lavoro”…

Al contrario di quello che molti pensano, allevare non é per niente facile. Una dote fondamentale richiesta é la conoscenza della genetica; tocca conoscere le leggi della trasmissibilità dei geni, per sapere cosa potrà uscire da un determinato accoppiamento, sia in termini di salute, che di morfologia e carattere. Faccio un esempio semplice basato sulla morfologia: se si prende un Labrador nero e lo si accoppia a uno marrone cosa succede?  Poni la domanda a cento persone e quasi tutti ti risponderanno che nasceranno dei cuccioli neri e dei cuccioli marroni…e invece no! Tutti i cuccioli nasceranno neri (perché il nero é dominante sul marrone), ma saranno portatori del gene marrone. Questo significa che se uno di questi cuccioli venisse accoppiato, a sua volta, con un cane marrone, allora si, nascerebbe un 50% di cuccioli neri e un 50% di cuccioli marroni. Complicato? no, non più di tanto, solo bisogna conoscere la genetica.

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…e uno “da expo”

Qualcuno potrà pensare che siano delle inutili pippe mentali: “accoppia sti due cani poi quello che esce si vedrà!” Ecco, il problema é che quando si alleva una razza specifica bisogna rispettarne lo standard, bisogna rispettare determinati colori, determinate misure e un determinato carattere. Conoscere il codice genetico dei soggetti utilizzati in riproduzione é importante. La creazione di linee di sangue portatrici di questa o quella caratteristica é stato un modo di facilitarsi un po’ il gioco.

Questi erano, e sono, gli utilizzi tipici, e la definizione, delle linee di sangue. Pero’…pero’ quando la cinofilia ha cominciato a divenire business, quando le expo e gli sport cinofili hanno cominciato a divenire business ecco che é capitata una cosa strana; invece di selezionare una razza con caratteristiche morfo-caratteriali eccellenti, molti allevatori (quasi tutti) hanno deciso di selezionare solo le caratteristiche che si addicevano ai loro interessi: quelli più “portati” verso le expo hanno puntato sulla bellezza, gli appassionati sportivi, invece, hanno privilegiato il carattere. Risultato: alcune razze si sono letteralmente “spaccate” in due, dando nascita alle cosiddette “linee da expo” e “linee da lavoro”.

Pastore Tedesco “da expo”…
Pastore Tedesco “da expo”…

Ovviamente questa divisione tocca solo le razze da “utilità” (e per utilità non intendo l’utilità e difesa), ovvero tutte quelle razze che, per secoli, sono state utilizzate dall’uomo per quelche attività specifica, come la caccia, la guardia, la conduzione del bestiame ecc…i cani da compagnia non rientrano in nessuna di queste categorie (eppure far compagnia ad un umano é un lavoraccio).

Perché creare due linee distinte?

Bella domanda! In realtà un bravo allevatore dovrebbe cercare di selezionari cani completi: cani belli e bravi. Il problema é che allevare cani cosi’ é difficile, anzi…difficilissimo!

…e un PT “da lavoro”
…e un PT “da lavoro”

Si dovrebbe lavorare, allo stesso tempo, sia sulla perfezione morfologica, sia su quella attitudinale. Dove sta il problema? il problema é che negli anni ogni sfaccettatura della cinofilia ufficiale si é estremizzata.

Per vincere un expo non basta un cane bello, ci vuole un cane bellissimo; per vincere una prova di lavoro (ring, agility, sheepdog, obedience e compagnia) non basta un cane bravo, ci vuole un cane bravissimo! E TUTTI vogliono vincere! Eccolo il problema!

Riuscire a selezionare soggetti che possano vincere in expo (quindi perfetti o quasi morfologicamente) e, allo stesso tempo, vincere nel lavoro (quindi ANCHE di gran carattere) é un’impresa dura da tutti i punti di vista. Dedicarsi, invece, solo alle expo, o solo al lavoro é decisamente più semplice.

Quali sono le differenze tra le due linee?

Un Setter Inglese utilizzato per la caccia…
Un Setter Inglese utilizzato per la caccia…

Beh essenzialmente le linee da expo curano maggiormente l’aspetto fisico. Sono i cani che più si avvicinano al “tipo ideale” descritto dallo standard di razza. Tutto in loro deve essere perfetto: il pelo, le dimensioni, la testa, il rapporto altezza al garrese – lunghezza del tronco, tutto é selezionato con la massima cura. Insomma sono cani belli! Sono un po’ la versione cinofila delle “Miss” umane. Infondo anche loro passano la vita a sfilare nei concorsi di bellezza, e per farlo non devono avere solo il fisico giusto ma anche il carattere. Cosa significa? avete mai provato a piazzare un cane maschio a fianco di un altro maschio? o peggio, di una decina di cani maschi? come minimo parte un rissone epocale. Invece sui ring di expo i cani sfilano e si presentano in gruppo, maschi con maschi, femmine con femmine. Va bene i cani sono abituati fin da piccoli, pero’ per andare proprio sul sicuro ed evitarsi problemi spesso gli allevatori di linee da expo hanno smussato il carattere delle loro razze, per renderle più paciose anche in previsione della cessione dei cuccioli. Un cane più tranquillo, giocherellone…peluchone lo vendi più facilmente; perché la gente vuole il Pastore Tedesco, il Rott o il Cane Corso, ma vuole anche un cane “facile” da gestire, vuole il cane da guardia che pero’ deve passare la vita sul divano, fare 10 minuti di passeggiata al gorno ed eviti di mangiarsi i testimoni di geova quando vengono a suonare alla porta. Ora, selezionare un PT a cui bastino 10 minuti di passeggiata é semplicemente mission impossible, mentre selezionare un PT di carattere più malleabile si puo’.

 

…un Setter Inglese “da expo”
…un Setter Inglese “da expo”

Le linee da lavoro sono praticamente il contrario. I cani vengono selezionati quasi esclusivamente per il loro carattere e le loro attitudini. L’aspetto fisico viene curato, é ovvio, ma non é prioritario. L’importante é che il cane sappia svolgere l’attività tipica della sua razza al meglio. Un Setter Inglese da lavoro ( come quello in foto a sinistra) dovrà essere un gran cacciatore, se poi la coda non sarà abbastanza frangiata, le orecchie non sufficientemente pelose, lo stop troppo marcato…pazienza! A dire la verità, di solito i soggetti da lavoro, in expo non vincono neanche la coppa del nonno. Un po’ perché in expo non ci vanno quasi mai, un po’ perché i loro “cugini” bellezzari sono tanto, troppo curati dal punto di vista morfologico perché possa esserci anche solo una minima speranza. (Capiamoci, questo per i “lavoristi” é un vanto.Per loro i cani da expo sono sostanzialmente dei mollaccioni senza carattere…ovviamente per i “bellezzari” i cani da lavoro sono degli sgorbi indecenti. E la guerra continua da decenni, una guerra fredda di cui nessuno parla mai apertamente, tanté esiste…e se ne sentono di tutti i colori). Per quanto riguarda il carattere i working dogs sono certamente più difficili da gestire. Un Malinois da lavoro, non solo ha bisogno di correre e sfogarsi 18 ore al giorno, ma é talmente nevrile che non solo si magna i Testimoni di Geova, ma pure il postino, l’ometto del gas e il vicino di casa. Questo perché, nel tentativo di selezionare cani “spinti” si é arrivati all’esagerazione. Fortunatamente é raro che soggetti simili finiscano in mano al signor Rossi di turno; normalmente vengono affidati solo agli addetti ai lavori. Ogni tanto il suddetto signor Rossi riesce a convincere (non si sa come) l’allevatore di possedere notevoli conoscenze cinofile e si porta a casa un cucciolo; poi al terzo postino mangiato il cane finisce in canile…oppure soppresso.

American Pitbull Terrier UKC
American Pitbull Terrier UKC

Sta di fatto che oramai l’accanito lavoro di selezione ha creato un baratro tra le due linee di sangue. Prendi un Pastore Tedesco da expo e uno da lavoro, mettili a fianco e non ti sembrano neanche appartenenti alla stessa razza.

Effettivamente in alcuni casi si é proprio proceduto a creare due standard differenti: é il caso, ad esempio, del Pitbull. Questa razza ha due standard distinti che descrivono due cani completamente diversi: lo standard UKC che vede un Pit più grande e muscoloso con una testa maggiormente quadrata ed un carattere forte si, ma gestibilissimo; e lo standard ADBA che ha mantenute inalterate le caratteristiche degli antichi Pitbull da combattimento e che descrive un cane piccolo, leggero, con testa stretta, canna nasale più lunga ed un carattere nettamente più nervoso.

American Pitbull terrier ADBA
American Pitbull terrier ADBA

Ma almeno con il Pitbull si ha avuto il coraggio e l’onestà di ammettere che le due linee stavano prendendo direzioni troppo diverse perché potessero condividere uno standard unico. Con questo non voglio dire che si debbano creare standard doppi anche per le altre razze; basterebbe fermarsi un attimo, prendere nota della situazione e decidere in che direzione muoversi. L’ideale sarebbe fare “marcia indietro” e cercare di selezionare un cane bello, ma anche bravo, un cane di carattere, un cane, forse, più simile a quelli di “una volta”.

 

Il cane di una volta

Questa suddivisione tra “lavoristi” e “bellezzari”, questa mania di spingere le razze verso una direzione o l’altra sta contribuendo alla distruzione di tante razze. Che sono razze, ricordiamolo, da lavoro. Razze che agli albori della loro storia, vivevano in condizioni dure che, pero’, ne forgiarono il carattere ed il fisico in una sorta di selezione naturale. Erano cani che sapevano fare il loro mestiere, cani che lavoravano con il freddo e con il caldo, cani che mangiavano due tozzi di pane imbevuti nel latte e dormivano nel fienile…e campavano fino a 16 anni senza mai una visita dal veterinario..insomma erano cani con la “C” maiuscola!  Cani appartenenti a razze che oggigiorno sono in agonia, se non peggio.

Mastino Napoletano “vero”…
Mastino Napoletano “vero”…

Viene da pensare al Cane Corso, razza italiana, “nata” nelle masserie del Sud Italia. Il Corso attuale é solo la pallida ombra del suo fiero antenato. Una gestione scandalosa da parte del club di razza, più una serie di “meticciamenti” con altre razze (vedi Mastiff e Boxer) gli hanno letteralmente cambiato i connotati.

Per non parlare del Mastino Napoletano che negli ultimi 30 anni si é pian piano trasformato in una specie di Jabba the Hut canino; grosso, flaccido, pieno di pieghe e rotoli, il Mastino di oggi é troppo pesante per poter assumere in pieno il ruolo di guardiano.

Eppure qua e la, nelle campagne del sud Italia, si possono ancora trovare dei soggetti “vecchio stampo”.

Questi cani, che vengono chiamati “tradizionali” o “rustici”, sono sopravissuti al business e alla follia umana. Viviamo in una società sempre più frenetica, ma nelle campagne, l’agricoltore continua a svegliarsi alle 4 di mattina, continua a lavorare la terra 12 ore al giorno..e continua ad aver bisogno di cani forti e sani che sappiano difendere il bestiame e la proprietà. E questi cani fanno parte, in un certo senso, di vere e proprie linee di sangue, rimaste inalterate nel corso dei secoli.

…Mastino Napoletano “di allevamento”
…Mastino Napoletano “di allevamento”

Ammetto di essere “di parte”: nonostante avessi 5 allevamenti ( di cui 2 famosi e titolati) solo nella mia regione, io la mia Beauceron, ho scelto di andarmela a cercare in una fattoria. A dire il vero, due o tre, li ho anche visitati…e sono rimasta delusissima. Si puo’ continuare a raccontare che il Bas Rouge é un cane “rustico”, un “gentiluomo di campagna” e bla bla bla, la verità é che i soggetti selezionati negli ultimi decenni sono talmente grossi e paciocconi che anche tra le linee da lavoro si fa fatica a trovare soggetti davvero validi. Per carità, paragonato ad altre razze, il Beauceron, resta un cane attivo e sportivo, ma nel tentativo di attirare il pubblico, si sono smussate quelle qualità che lo hanno sempre reso unico.

Mastino napoletano, Cane Corso, Beauceron non sono le sole razze che possono vantare dei “sopravissuti”, ne esistono altre. Il problema é che questi cani, pur essendo più sani, pur essendo “belli e bravi” rimarranno sempre una minoranza, nascosta nel cortile di qualche contadino.

Eppure, per cambiare la situazione attuale, basterebbe poco.

Basterebbe rendersi conto di quanto le manie di perfezione stiano rendendo i cani sempre meno cani e sempre più oggetti vincolati alle fissazioni umane.

Basterebbe fare un passo indietro.

fonte: bastardog.altervista.org

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